Una notte



Esordio al cinema di Toni D'Angelo, figlio del celebre Nino, che dopo alcuni corti ed aver fatto da assistente ad Abel Ferrara, si cimenta in una sua opera. Il film racconta la notte "brava" di quattro quarantenni in quel di Napoli, citta' in cui si ritrovano per l'improvvisa morte di Antonio, un loro amico. Passando da un locale all'altro, si imbattono nelle loro crisi personali arrivando fino ad un'alba amara, non solo perché si celebra un funerale, ma perché sara' l'inizio, o la fine, di qualcosa nella loro vita. Ad accompagnarli nel viaggio notturno, col suo mezzo e monologhi spesso stereotipati, e' un saggio tassista. Se la morte dell'amico e' il pretesto per far ritrovare i quattro, il fatto non incide nell'evoluzione del racconto. Nessuno, infatti, piange Antonio e, dopo poco, ci si dimentica il motivo del loro ritrovo. Non capiamo poi quale importanza assuma Napoli perché se l'intenzione era quella di parlare della citta', in realta', a parte il dialetto, potremmo essere ovunque, considerato che spesso la location consiste in luoghi chiusi. Allora Napoli e' un non-luogo, ma questo e' un pensiero forzato. Continua a leggere!





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