Sunshine Cleaning



Lorkowski lavora come donna delle pulizie per mantenere il figlio Oscar che ha qualche problema di comportamento a scuola. La sua vita, per quanto lei cerchi di rassicurarsi dinanzi allo specchio di casa, sembra ormai giunta a un punto morto. Ha una relazione con un ex compagno di scuola che però è sposato al quale vuole bene ma da cui non può aspettarsi molto. Inoltre sua sorella Norah, dal carattere pronto ad accendersi, viene licenziata dal locale in cui fa la cameriera. Ad entrambe non resta che ‘mettersi in ditta’ per un lavoro piuttosto insolito per i più: andare a pulire, dopo i rilievi di legge, le scene del crimine.
Con una premessa del genere le strade che una sceneggiatura può seguire sono essenzialmente due. La prima prevede che, a un certo punto del loro nuovo lavoro, le due sorelle individuino degli indizi sfuggiti agli investigatori e li mettano sulle tracce dell’assassino il quale magari, nel frattempo, cerca di metterle a tacere per sempre. L’altra prevede invece, come in questo caso, Alan Arkin nel cast. In questo caso potete essere certi che il film si muoverà nell’ambito del cinema indipendente cercando soluzioni diverse. È quanto accade in Sunshine Cleaning in cui uno dei non numerosissimi grandi vecchi del cinema americano rimasti fedeli a scelte professionali al di fuori del mainstream si vede nuovamente assegnare il ruolo dell’anziano padre (ma soprattutto del nonno, ricordate Little Miss Sunshine?).
Perché il lavoro delle due sorelle è si fuori dal comune ma si inserisce in una quotidianità di provincia che solo certo cinema libero da imposizioni delle major può permettersi di raccontare con una simile dolente freschezza. Gli scarti che la vita impone tra le attese e gli accadimenti emergono nelle pieghe delle labbra o in certi accendersi o ritrarsi degli sguardi che Amy Adams (che si conferma dopo Il dubbio una delle certezze del cinema made in Usa) sa offrire a una macchina da presa capace di coglierli.





Megavideo
Megaupload



Top Commenti
comments powered by Disqus