Scene da un matrimonio



Marianne e Johan sono una coppia sulla quarantina con due figlie. Il loro mènage matrimoniale che dura da dieci anni sembra apparentemente procedere senza scosse a differenza di quello di due amici. Fino a quando, del tutto inattesa almeno per Marianne, scoppia la crisi. Il film, girato in 16 mm e poi gonfiato a 35 nasce originariamente nel formato di sei episodi per la televisione ognuno della durata di 50 minuti e trae origine da un soggetto scritto da Bergman nel 1972. Vincitore del premio dell'associazione dei critici americani come miglior film del 1973 conobbe anche un importante esito commerciale (che a distanza di anni ha fatto pentire Liv Ullman di non avere accettato di partecipare al 10% dei profitti). Diviso in sei capitoli: 1) "Innocenza e panico"; 2) "L'arte di nascondere lo sporco sotto il tappeto"; 3) "Paola"; 4) "Valle di lacrime"; 5) "Gli analfabeti"; 6) "Nel pieno della notte in una casa buia in qualche parte del mondo" ha un impianto che si potrebbe quasi definire radiofonico se non fosse che Bergman scava fino nel più piccolo recesso delle espressioni di due attori (Ullman e Josephson) che gli offrono una gamma infinita di variazioni. Girato in tempi strettissimi vede ancora una volta dominare una figura femminile che non ha però le caratteristiche di nevrosi di altre protagoniste bergmaniane.La Ullman lo ritiene il film migliore da lei girato con il Maestro svedese e ha ragione. Il non detto di una coppia apparentemente felice finisce con l'esplodere con violenza in seguito alla decisione di Johan di abbandonare la famiglia (le figlie sembrano contare poco o nulla per lui) per una studentessa. Si rivela però come una persona estremamente fragile, vittima delle proprie pulsioni e di un perbenismo fino ad allora autoimposto.Continua a leggere!





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