Sacro e profano



Per andare in paradiso bisogna passare dall’inferno. È la morale, forse autobiografica, di Filth and Wisdom – Sporcizia e saggezza, debutto registico di Madonna. Una delle icone dello spettacolo di questi anni ha esordito con un’opera curiosa, ironica e molto europea. Protagonista Eugene Hutz, leader dei gipsy punk Gogol Bordello e già interprete di Ogni cosa è illuminata come guida ucraina di Elijah Wood. Il musicista è il trait d’union tra varie storie: uno scrittore cieco che ha rinunciato alle parole (Richard E. Grant), una farmacista che sogna di fare la volontaria in Africa, il farmacista indiano con la moglie invadente e una ballerina classica senza soldi che deve ripiegare a eseguire goffamente la lap dance in un locale notturno.
Una pellicola eccentrica, indefinibile, che contiene commedia, musical, video-clip, danza, sperimentazione e dramma e che in origine doveva essere un cortometraggio. Madonna è molto ironica su tutti (gli inglesi ci fanno una magra figura) e anche su se stessa: “non sei abbastanza intelligente per essere una brunetta” si sente dire una bionda che si vuole scurire i capelli. Un’opera prima interessante, fresca e per nulla supponente. Dal punto di vista registico e visivo forse un po’ debole, ma sorprendente. Sarà curioso se – come pare – Louise Veronica Ciccone vorrà fare un altro film: per replicare un’operazione Filth and Wisdom dovrà mostrare un talento cinematografico vero. Qui la libertà produttiva le ha permesso di fare un lavoro autoriale e pop zeppo di riferimenti: c’è persino Britney Spears nella colonna sonora.





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