Le particelle elementari



Michael e Bruno sono figli della stessa madre ma di padri diversi. La madre li fa incontrare da adolescenti ma i due si ritroveranno poi da grandi. Il primo è divenuto un importante studioso di genetica mentre il secondo insegna ed è ossessionato dal sesso. Mentre il primo ritroverà una vecchia compagna di scuola con la quale potrà finalmente iniziare una relazione, il secondo avvierà un'intensa relazione sessuale con una donna conosciuta in una comunità che pratica tecniche orientali. Entrambi si troveranno di fronte a menomazioni gravi delle loro compagne. Tratto dal romanzo omonimo (e molto discusso) di Michel Houellebecq, il film diretto da Oscar Roehler mantiene più di quanto prometta. Riesce cioè a dare una linearità narrativa alla scrittura sperimentale dell'autore letterario, ne stempera motivandoli i connotati razzistici e ci offre un'amara riflessione sulla sessualità nei nostri giorni di apparente liberazione. Le domande che ne emergono sono di quelle fondamentali. In quale misura la sessualità è divenuta un condizionamento negativo invece che una fonte di piacere? Il corpo che non può più dare piacere fa sì che l'essere umano perda (oltre che di attrattività) di valore? Il film non pretende di emettere sentenze definitive in materia. Ci chiede però di interrogarci e lo sa fare senza pedanteria.Continua a leggere!





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