Le colline hanno gli occhi 2



Un gruppo di soldati della Guardia Nazionale è incaricato di portare dei macchinari e dei rifornimenti a un gruppo di scienziati che operano nel famigerato Settore 16, già teatro, anni prima, di una carneficina ai danni di una famiglia che passava di lì per caso: una volta sul campo, i soldati si rendono conto che degli scienziati non è rimasta traccia. A quanto pare le colline che circondano la zona sono tutto fuorché disabitate…
Diversamente dal tutto sommato riuscito remake dell’originale del 1977 firmato Alexandre Aja (uscito in sala l’anno scorso), questo sequel appare insipido e scontato, specie per la sua assoluta incapacità di veicolare un messaggio diverso da “arrivano i mostri: scappiamo, scappiamo”. Sia l’originale che il remake conservavano nel loro intimo una sottile, ma nemmeno troppo, critica politica e sociale all’America “nuclearizzata”, che permetteva loro di elevarsi ben al di sopra dello standard medio di questo genere di film. Qui invece siamo di fronte a una semplice e semplicistica “caccia al Marine”, recitata male, scritta peggio e diretta senza impegno da un regista, Martin Weisz, che non riesce a introdurre il benché minimo elemento innovativo nella messa in scena di una storia già vista centinaia di volte.
Siamo evidentemente ben oltre il mero disimpegno, ma sfociamo drammaticamente nella inutilità più assoluta. Anche gli appassionati di questo genere di pellicole rischiano di restare delusi: paradossalmente, il vuoto siderale derivante dall’assenza dello script, non viene nemmeno colmato con scene particolarmente raccapriccianti e originali, e il film procede lentamente e senza offrire la benché minima suspance dal primo all’ultimo minuto. L’unica cosa positiva è che Le Colline hanno gli occhi 2 dura appena 80 minuti: chi dovesse capitare per caso in sala, sappia almeno che la sua sarà una sofferenza breve…





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