La voce della luna



Il mite mattocchio Salvini, convinto che in fondo ai pozzi di campagna esistano messaggi misteriosi, trova un compagno di vagabondaggi nel patetico e paranoico Gonnella, prefetto in pensione, convinto di essere vittima di un complotto. È l'ultimo e il piu' sconsolato film di Fellini (anche il 1° ispirato a una fonte letteraria contemporanea: Il poema dei lunatici, 1987, di Ermanno Cavazzoni), e non soltanto per i temi di morte, follia, vecchiaia, solitudine. Di costruzione frammentata e di disordinata ricchezza inventiva (la moglie-vaporiera, la gnoccata, la discoteca e il valzer), e' un desolato commento sulla volgarita' e l'abominio del tempo presente, una fiaba contro il rumore di fondo e sulla necessita' del silenzio. Nastro d'argento alla musica di Nicola Piovani.Continua a leggere!





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