I Fratelli Karamazov



Chiamati in un festival di teatro alternativo a rappresentare I fratelli Karamazov, un gruppo di attori arriva in Polonia, in una fabbrica dismessa all'interno della quale cominciano le prove. Alcuni di loro non vorrebbero essere lì, altri desiderano andarsene, altri ancora non nascondono i propri problemi ma la vera tragedia riguarda un uomo locale, il cui figlio il giorno prima è caduto lavorando allo spazio allestito nella fabbrica fratturandosi la spina dorsale. Mentre le prove vanno avanti e gli attori paiono pensare solo a loro stessi, anche la storia del figlio dell'operaio procede. Teatro fuori dal teatro, rappresentazione espansa di alcune parti del testo di Dostoevskij all'interno di una fabbrica dismessa. Una buona parte di questo I fratelli Karamazov mette in scena il testo originale, lo fa adattando le scene a luoghi post-sovietici, spazi industriali nel senso stretto del termine che diventano astrazione degli spazi della storia. Uniformi fedeli, e piccoli accenni di scenografia inseriti con senso straniante in luoghi che non gli apparterrebbero. Tutto, anche la maniera sconnessa in cui la rappresentazione è di continuo interrotta, mette in risalto la recitazione di un gruppo d'attori in certi momenti eccezionali che rappresentano singole scene, svincolate dalla filologica continuità del testo, con un'intensità che stupisce proprio per la forza che scaturisce da una narrazione continuamente interrotta.Continia a leggere!





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