Domus Aurea Il Sogno di Nerone



Sfarzosa, originale, magnetica: la Domus Aurea è il simbolo del genio di un imperatore, Nerone, e di un'epoca, quella del primo Impero, che ha cambiato il volto di Roma. Il documentario DOMUS AUREA – Il sogno di Nerone apre le porte degli ambienti finemente decorati e degli spazi maestosi che tanto avevano colpito l'opinione pubblica al momento della sua costruzione e che sono rimaste chiuse dal 2006 per i complessi restauri ancora in corso. Realizzata dopo l'incendio del 64 d.C., la Domus copriva in origine un'area così vasta, tra Palatino, Celio e Oppio, da essere identificata con gran parte della città antica. Plinio, colmo di stupore, scriveva: "la Domus Aurea abbracciava tutta Roma… ". Per essere in grado di apprezzare le sue dimensioni eccezionali basti pensare che l'estensione, comprese le gallerie di Traiano, pari a 16.000 metri quadrati circa, equivale a tre campi di calcio, mentre la decorazione di affreschi e stucchi stesi su pareti e volte, calcolato attorno ai 30.000 metri quadrati circa, potrebbe corrispondere ad una superficie totale trenta volte più grande della Cappella Sistina. Le telecamere di Sky Arte ne restituiscono la grandezza e la ricchezza, che tanto aveva suggestionato gli artisti del Rinascimento che per primi riscoprirono, sotto le rovine delle Terme di Traiano, i resti della Domus sul Colle Oppio. A quel tempo le stanze della Domus erano state riempite di terra perché potessero sostenere il peso degli edifici soprastanti, e così per entrarvi fu necessario scavare dall'alto, riportando alla luce per primi i soffitti e le volte, ricoperti da affreschi lievi e minuti che presero il nome di grottesche. Tra gli altri visitatori Pinturicchio e Raffaello, come semplici turisti, non resistettero alla tentazione di lasciare le proprie firme su quelle pareti, rapiti dalla magia e dall'unicità di quelle mura.


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