Caracremada Sub Ita



Con l’ascesa al potere di Franco in Spagna, le organizzazioni anarchiche vengono dichiarate fuorilegge. Il nucleo del CNT, il sindacato nazionale del lavoro, si trasferisce oltre i Pirenei, a Tolosa, e da là gestisce delle operazioni di sabotaggio per affrettare la caduta del regime. Una di queste prevede la progressiva distruzione di una centrale elettrica nell’entroterra della Catalogna, da compiere clandestinamente durante la notte. Quando poi, nel 1951, manda un dispaccio per ritirare tutte le forme di intervento in Spagna, un uomo, Ramon Vila detto “Caracremada”, decide di portare avanti autonomamente la resistenza, vivendo da solo nei boschi. L’idea è radicale ma interessante: raccontare un episodio della Resistenza spagnola che si protrae per quasi un ventennio basandosi sui piani strettissimi del dettaglio e quelli più ampi del paesaggio impervio dei monti e dei boschi dei confini pirenaici. Costruire la Storia non attraverso i dialoghi e le ordinarie operazioni di contestualizzazione ma attraverso la poetica dei gesti, degli strumenti, dei suoni e dei volti che ne sono stati protagonisti. Per il giovane Lluís Galter, la Storia si costituisce più della somma delle parti che dell’evento in quanto tale, più di silenzi e di lunghe attese che dell’esplodere improvviso di morte e violenza. Il problema è che, per quanto eticamente solida, questa visione stretta e angusta della Resistenza accorda troppa fiducia alle proprie immagini, sia visive che sonore, e non riesce alla fine a far passare la storia del singolo (in questo caso, quella affascinante del guerrigliero Caracremada) nella memoria storica e a imprimerla nelle coscienze di chi guarda.





Megavideo-VideoWeed-Videozer-Wupload-FileServe



Top Commenti
comments powered by Disqus