Blood and Chocolate



Dieci anni dopo l'uccisione dei suoi genitori da parte degli umani negli Stati Uniti Vivian Gandillon, una giovane licantropa, vive a Bucarest con la zia Astrid e il suo compagno Gabriel, capo del branco di licantropi e padre di Rafe. Vivian, che lavora in una cioccolateria, si innamora di un disegnatore di fumetti americano, Aiden, esperto in licantropi, lupi mannari e affini. Gabriel, scoperta la relazione e intenzionato ad avere Vivian per sé, le scatena contro Rafe. È raro trovare una regista dietro la macchina da presa in un film sui licantropi e la cosa si fa ancor più interessante se poi (alla base della sceneggiatura) c'è un romanzo scritto anch'esso da una donna, Annette Curtis Klause. Ne esce un film le cui tematiche sono già note e viste più volte al cinema ma la cui estetica e il cui punto di vista sono inusuali. L'apertura delle frontiere dei paesi dell'Est Europa alle produzioni 'occidentali' ha condotto alla valorizzazioni di spazi utilizzati nel passato solo come sfondi ad opere di regime. È il caso della Romania e, nella fattispecie, di Bucarest che diventa coprotagonista della vicenda grazie a una lettura del suo spazio assolutamente attinente al 'clima' di una specie che, finalmente, non appartiene più alla ormai quasi folkloristica schiera dei vampiri che affollano Transilvania e luoghi limitrofi nell'immaginario cinematografico e televisivo. Continua a leggere!





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